L’aumento dei problemi legati alla salute mentale è un dato preoccupante. Da professionista mi preme non lasciare i ragazzi da soli, bisogna aiutarli a esprimere le difficoltà, le tristezze, dargli parola, ascoltarli.
In adolescenza è normale anche pensare alla morte e i ragazzi hanno bisogno di adulti che non si angoscino di fronte a questi pensieri, di fronte alle difficoltà che si hanno di fronte la realtà del proprio vissuto e della crescita.
“Non ci pensare”, “vedrai che passa” li sentiamo ripetere infinite volte, come se il dolore, la fatica scomparissero per magia, come se non guardandole le cose evaporassero. La realtà ci dimostra che le emozioni non svaniscono, si spostano, ma rimangono dentro di noi, come un nocciolo duro che batte e che ritorna quando non lo aspettiamo, quando la tirannia della gioia si prende un attimo di pausa. Ci si trova così smarriti di fronte a qualcosa che non si è mai guardato, tanto passa; invece di rimanere lì, di fronte alle difficoltà si è deciso di scappare.
Le difficoltà nella crescita e nei momenti di cambiamento sono tantissime e ognuno porta con sé le proprie paure e i propri timori ed è importante avere al proprio fianco qualcuno con cui poterne parlare, condividerle, senza che esse siano ritenute stupide o futili, dandogli spazio e tempo.
Come stiamo noi di fronte a queste situazioni? di fronte alle situazioni della nostra vita, dei nostri figli, dei nostri amici, delle persone a cui vogliamo bene?
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