
“Fai ciò che vuoi” “diventa ciò che vuoi” La grande follia del nostro tempo porta con sé questa menzogna, l’illusoria possibilità di fare ciò che si vuole, di essere ciò che si vuole, di poter cambiare a proprio piacimento in ogni momento.
La vita ci dimostra la grande falsità dietro a questa massima capitalistica, in quanto più ci allontaniamo da noi stessi più soffriamo, più stiamo male; qualcosa nella nostra vita si guasta, anche se non capiamo bene cosa sia.
Ognuno porta con sé una storia, fatta di incontri, di famiglia, di amori, di fallimenti, di cadute, di risalite e nuovi incontri.
Niente di tutto ciò si può cancellare con un colpo di spugna, bisogna averci a che fare per “diventare ciò che si è” come ricorda Nietzsche. Rimane uno dei compiti più difficili e complicati, un percorso che parte dalla storia del soggetto e non se ne allontana rimuovendolo, ma lo porta con sè nella sua vita, nelle incredibili torsioni che la vita può avere.
L’inconscio è nell’ordine del non realizzato ci ricorda Lacan, di quello che ancora può essere, di tutto ciò che ci ha allontanato da noi stessi, dalla nostra verità soggettiva spingendoci verso verità imposte da altri.
Bisognerebbe ricordarsi che si è liberi davvero non quando si fa ciò che si vuole, ma quando si fa ciò che è nostro.
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