Vivo

“Porto scavata sopra la fronte
Una poesia bellissima,
Riga su riga l’ho scritta ridendo,
Piangendo, vivendo la vita
Riga su riga l’ho scritta, me ne andrò
Senza averla capita”

Ogni giorno scriviamo la nostra storia, partendo da parole che non abbiamo scelto, ci attraversano, ma qualcuno le ha già scritte sulla nostra fronte. Le portiamo con noi in ogni parte della nostra vita, ci fanno compagnia, sono incise sulla pelle. Lacan propone la metafora dello schiavo tatuato, che porta un messaggio sulla nuca, per ricordarci che ognuno è soggetto a questa logica.

Come ricorda il cantautore, sono parole che non capiremo mai del tutto, spesso passiamo la vita a cercare di rintracciare cosa vogliono gli antri da noi, cosa si aspettano, senza mai capirlo del tutto, rimane un enigma impossibile da risolvere.

“Era un’esistenza molto strana, Ci si entrava con un nome.” Si entra nella vita già marchiati, già scritti, con un nome che non scegliamo noi, ma che diventerà la nostra parola più intima, che ci apparterrà per tutta la vita.

In ogni vita sono importanti almeno due movimenti: uno in avanti, vivere, sperimentare, provare, fallire; l’altro all’indietro per capire, per non rimanere legato solo alle parole dell’altro, ma incominciare a scrivere la propria vita da soggetto.

La terapia aiuta a iniziare questo secondo percorso.

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